13 Agosto 2010
Melfi e come capire la sfida della FIAT
di Pier Paolo Baretta su "Il Riformista"


Stupisce lo…stupore di molti commentatori che, evidentemente, si aspettavano una sentenza diversa sui licenziati Fiat di Melfi. Era, al contrario, del tutto prevedibile il reintegro non solo perché i pretori del lavoro tendono, tutt’ora, a considerare il lavoratore, sempre e comunque, la parte più debole, ma, soprattutto, per la motivazione del licenziamento – il blocco della produzione – più clamorosa dello stesso provvedimento, perché ha messo il giudice di fronte all’alternativa tra riaffermare il diritto di sciopero o sentenziare un avvenuto boicottaggio. Si trattava, cioè, di stabilire se si era superato il confine che distingue, nell’esercizio del diritto di sciopero, il naturale blocco della produzione, effettuato attraverso, anche, la fermata degli impianti, dall’innaturale danno portato intenzionalmente, indipendentemente dal giustificato motivo che deriva dallo sciopero e che, di conseguenza, ne travalica gli scopi. Un quesito mal posto, per certi versi ingenuo nel contesto italiano ed il solo fatto che una impresa della esperienza della Fiat lo abbia formulato ha, sicuramente, alimentato il dubbio che vi fosse un intento strumentale.
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11 Agosto 2010
Il Ministro che non c'è in un paese che non cresce
di Pier Paolo Baretta su "Europa"


La produzione industriale riprende, sia con riferimento al periodo immediatamente precedente, sia su base annua. I dati sono confortanti ma fragili.E' prudente non parlare di vera ripresa: troppe volte, in questi ultimi tempi, abbiamo sentito dire che la crisi era finita, per poi subire cocenti delusioni alla pubblicazione della statistica successiva.questa prudenza però , non deve trasformarsi in pessimismo, in quanto le risorse paese, ancorché infiacchite dalle difficoltà sono molte. Tantomeno dobbiamo rinchiuderci nell'attendismo.
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26 Luglio 2010
Manovra Economica
RELAZIONE DI MINORANZA di Pier Paolo Baretta


Dopo due anni di tentativi falliti, da parte del Governo, di risanare i conti pubblici, di far ripartire il Pil e la competitività pubblica e privata, di creare occupazione, di ridurre il peso fiscale, la “manovra” in discussione - varata il 30 giugno scorso con un ennesimo decreto-legge, (78/2010) , l’ottavo in materia economica – ci porta a pensare, che l’Esecutivo non è in grado, non è capace, o non vuole, prendere di petto la drammatica situazione del Paese; tanto meno di indicare la via, impervia, ma indispensabile, della ripresa e dello sviluppo!
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15 Luglio 2010
Manifesto del Nordest e Progetto API
Nota completa in risposta alle dichiarazioni attribuite a Baretta e pubblicate sul Gazzettino il 14 Luglio 2010


Egr. Direttore,
Leggo oggi sul Suo giornale che sarei stato oggetto di lusinghe verso un’ipotesi di costruzione di un centro politico e che avrei risposto: “mi interessa, ma non firmo”. Per amor di verità nessuno mi ha contattato e, nel caso, non avrei risposto così. Infatti, non credo ad una ipotesi “centrista” nel senso che non sta né di quà, né di là. La situazione politica è talmente ingarbugliata che capisco che sia possibile ipotizzare nuovi scenari, ma a me sembra chiaro che chiunque pensi seriamente di costruire un alternativa al centro destra (e questo mi pare essere ancora il problema, con o oltre Berlusconi) non può prescindere dal Partito Democratico. Si può, anzi si deve, accettare una discussione aperta sulla necessità di rendere più credibili ed efficaci (ed anche, dal mio punto di vista, un po’ più spostate al…centro) la fisionomia e la linea del Pd, ma non abbandonando la barca al suo destino. La questione che pongono coloro che oggi sono critici, ma che, come Cacciari, ci hanno creduto è che il Pd non ha tenuto rispetto al progetto originario, non che quel progetto era sbagliato. Allora: o si rinuncia al progetto o si prova a rilanciarlo. Si può pensare che sia illusorio ridare quell’anima al Pd, ma è certo, almeno in questa fase, che lavorare ad un'altra formazione vuol dire aver rinunciato al progetto. Se posso permettermi: le energie che Massimo Cacciari, Alessio Vianello ed altri potrebbero spendere per il rinnovamento del Pd sono di gran lunga più toniche di quelle dedicate ad avventure minoritarie. Se, allora, mi fosse stata avanzata la richiesta di partecipare ad occasioni utili a migliorare il centro sinistra, compreso il Pd, al fine, anche, di realizzare una coalizione anche molto larga, come proprio il caso vincente di Venezia dimostra, avrei risposto”io firmo”. Se, invece, si fosse trattato di una ipotesi alternativa che parte dal fallimento del Pd e quindi dalla sua inutilità, avrei risposto: “non mi interessa”. Se, infine, fossimo di fronte ad una strada che affida al Pd il compito di coprire uno spazio socialdemocratico e al nuovo centro quello moderato, avrei detto: “è un errore”. Un‘idea superata che tiene ferma, per un eccesso di realismo elettorale, la evoluzione della politica italiana.
La ringrazio per la cortesia,
Pier Paolo Baretta

7 Luglio 2010
E SE AVESSIMO SOPRAVVALUTATO IL CASO FIAT? di Pier Paolo Baretta
Pubblicato sul sito IL DIARIO DEL LAVORO


E se Pomigliano non fosse poi così importante? O, almeno, non così tanto da occupare, come invece è successo, per giorni le prime pagine dei giornali? O da essere additato a paradigma delle relazioni sindacali italiani. La vicenda è, addirittura, diventata il metro di misura delle culture politiche. Il Governo, in verità, si è sottratto dall’intervenire fino alla fine, quando sembrava che sparisse la Panda. Contrariamente ad una certa polemica politica che ha invocato un maggior interventismo della politica, penso invece che quest’ultima abbia fatto bene a restare defilata. E’, infatti, anche troppa la invadenza sulle questioni del lavoro, che andrebbero restituite in toto alla autonomia negoziale delle parti. Ma, il Governo non si è sottratto di dire la sua al momento del Referendum: la trasmissione domenicale della Annunziata col confronto diretto tra Sacconi e Landini ha portato almeno un 5% alla causa del no per la eccessiva sicurezza con la quale il ministro ha affrontato la materia, attribuendogli una sorta di passa non passa della democrazia, provocando, probabilmente, una reazione negativa anche tra una parte di coloro che condividevano l’accordo. Un altro 5% di no va attribuito, a mio avviso, alle dichiarazioni di Marchionne quando ha chiesto il 90% dei consensi: si sa che non bisogna mai stravincere…
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14 GIUGNO 2010
POMIGLIANO, UN TERRITORIO MARTORIATO DALLA DISOCCUPAZIONE di Pier Paolo Baretta
Pubblicato sul sito APRILEONLINE a cura della Fondazione PANEACQUA


L’importanza dell’intervento Fiat su Pomigliano d’Arco equivale a quello effettato, anni fa, su Melfi. La differenza è nota: nel caso di Melfi si trattò di una costruzione ex novo – il prato verde – dello stabilimento e dell’esperienza territoriale collegata, mentre, nel caso di Napoli, si tratta di una ristrutturazione di un impianto storico, inserito in un contesto ben definito e complicato. Ciò rende, addirittura, più audace e difficile il caso di Napoli, ma, tutto sommato, il paragone tiene. Infatti, la natura del processo riorganizzativo avviato a Pomigliano è tale che, se avrà successo, si potrà parlare di “rinascita” dello stabilimento. Rinascita culturale, prima ancora organizzativa. La Storia “sociale” dello Stabilimento è nota e si sa che le malattie legate alle eccessive punte di assenteismo, alle crisi di produttività, al clima interno caratterizzato da relazioni….faticose, dipendevano più da rischi di inquinamento esterno che dai, pur presenti, radicalismi sindacali...
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GIUGNO - MAGGIO 2010
LA MANOVRA ECONOMICA
Articoli di Pier Paolo Baretta

GIUGNO - MAGGIO 2010
ATTUALITA'
Articoli di Pier Paolo Baretta

10 MAGGIO 2010
CONVEGNO AREA DEMOCRATICA
Intervento di Pier Paolo Baretta


Possiamo dire che, finalmente, cominciamo ad esserci. Nel precedente incontro di Area democratica, sempre qui a Cortona, iniziai il mio intervento dicendo: “non se ne può più”. A distanza di alcuni mesi la situazione generale non è migliorata, anzi! Nemmeno quella del Pd, che preoccupa per le difficoltà che incontriamo ad affermare un vero profilo riformista. Il partito democratico sta seriamente rischiando di uscire dal mercato della politica. Il numero impressionante di voti persi negli ultimi due anni. Il peso dell’astensionismo, che grava su di noi quanto sul centro destra. Un partito di opposizione trincerato sulla difensiva e per questo motivo incerto o rattrappito nella propria comunicazione ai cittadini, all’opinione pubblica. Ci vuole una scossa.
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40 ANNI STATUTO DEI LAVORATORI
RELAZIONE DI PIER PAOLO BARETTA
"ATTUALITA' E LIMITI DELLO STATUTO"
Monfalcone, 08 Maggio 2010-

Quarant’anni è una bella età! Diversamente dal passato, oggi a 40 anni non si è vecchi, ma nel pieno del vigore e delle potenzialità. Se, dunque, guardiamo, con l’occhio della storia, allo Statuto dei diritti dei lavoratori, che compie 40 anni il 20 maggio, dobbiamo riconoscere non è ne vecchio, ne decrepito. Il suo valore di fondo è intatto, nel significato moderno che, anche attraverso questa legge, è stato attribuito ai concetti di dignità, di tutela, di emancipazione, di rappresentanza del lavoro. Senonché, questi 40 anni sono stati così intensi da segnare un cambio d’epoca. E’ sufficiente ricordare alcuni aspetti comprovanti questa affermazione. Il principale è accaduto sul piano politico ed è, ovviamente, il crollo del muro di Berlino. L’avvenimento è del1989, dunque solo 21 anni fa… ma sembra molto di più se guardiamo agli effetti prodotti sugli equilibri geopolitici, a cominciare dalla definitiva affermazione della dimensione globale dei problemi, dalla incipiente crisi degli Stati nazionali, dall’affermarsi di forme di radicalismi e di conflitto destinate a mutare complessivamente lo scacchiere. E’ stato rilevato da molti studiosi che la nostra epoca storica, successiva alla caduta del muro, rompe equilibri che vigevano, nella loro logica, dalla pace di Westfalia del 1648.
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design e programmazione tommaso gentile studio