Elezioni, sei ricette per Venezia

Da “Il Gazzettino” del 23 febbraio.

Per un mese hanno percorso la provincia da Chioggia a Bibione, stretto migliaia di mani, ascoltato centinaia di richieste. D lunedì il loro futuro opotrebbe essere a Roma, a rappresentare in Parlamento le istanze di Venezia. Alla vigilia del voto abbiamo posto tre domande ai candidati locali meglio piazzati in lista – negli schieramenti con concrete possibilità di entrare in Parlamento – per capire quale sia il mandato degli elettori che intendono rappresentare.

Questi i quesiti:

1)      Qual è stata la richiesta più forte del territorio in queste settimane?

2)      Cosa non le è piaciuto di questa campagna elettorale?

3)      Una volta eletto, quale sarà il suo primo impegno per il territorio?

PIER PAOLO BARETTA (PD)

1)      Crescita e sviluppo sonio le richieste espresse dai lavoratori e da tutte le categorie economiche. La cosa più urgente è uscire da questa crisi. In queste settimane ho avvertito disponibilità e interesse per le nostre proposte: dopo essere arrivati a questa situazione avverto un sentimento di attesa, direi anzi di scommessa per il canbiamento.

2)      Non mi sono piaciuti i toni e le forzature legate a promesse irrealizzabili che in un momento così delicato suonano come un insulto, un’offesa grave nei confronti degli elettori.

3)      Le priorità per Venezia sono rifinanziare la Legge speciale e accelerare l’istituzione della Città metropolitana: due grandi temi che rispondono del resto alla prima domanda, ovvero alla necessità di avere strumenti per uscire dalla crisi economica nella quale siamo piombati.

2013-02-23T16:01:11+01:00 23 Febbraio 2013|Notizie dal Veneto, Rassegna stampa, Verso il voto|

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