Baretta su Formiche.it: “Perché ho aderito con convinzione al progetto Siamo Europei”

“Riusciranno le ormai imminenti elezioni europee a “smuovere” (non nel senso di agitare, ma di offrire una nuova prospettiva) le acque stagnanti della politica italiana?”. È  l’incipit di un articolo che Pier Paolo Baretta, presidente di ReS, ha scritto per la rivista online Formiche.it per argomentare il perché dell’adesione al manifesto Siamo Europei di Carlo Calenda. Un articolo che arriva a qualche giorno di distanza dalle prime parole con cui Baretta aveva lodato l’iniziativa dell’ex-collega di governo e dall’incontro all’Auditorium di via Rieti che la sua associazione promuove insieme a L’Italia che verrà, Koiné e Europei in Italia.

“Se, da un lato,  – prosegue Baretta – il consenso alla maggioranza gialloverde – pur con oscillazioni sempre più sensibili e nonostante le divisioni e le confusioni interne alla coalizione – sembra tenere sulle politiche interne (migrazione, quota cento e reddito di cittadinanza), dall’altro, quando si parla di Europa le opinioni degli elettori sono più articolate. La maggioranza degli italiani, infatti, è nettamente contraria a uscire dall’euro e, nella recente vicenda, che ha visto il nostro governo retrocedere nel negoziato con la Commissione europea sui saldi di bilancio, una buona parte dei cittadini riteneva necessaria un’intesa. La prospettiva europea, dunque, pur minata dagli errori e i limiti clamorosi dell’Europa su molti dei temi aperti, resta per il nostro Paese un orizzonte turbolento, ma irrinunciabile”.

Una prospettiva che il progetto di Calenda abbraccia in toto: “Il Manifesto del progetto “Siamo europei”, non lascia adito a dubbi: una lista ampia di centrosinistra è la proposta uscita qualche giorno fa. Una buona proposta, alla quale ho aderito convintamente. Innanzitutto perché si propone di unire un mondo diviso. (…) Dopo dieci anni di crisi economica, che ha svilito i valori di fondo della solidarietà e dell’uguaglianza, bisogna far ripartire un movimento che li riscatti e li renda nuovamente trainanti di una dimensione di impegno collettivo. Sosteniamo, perciò e conseguentemente, anche la necessità e l’urgenza di eleggere direttamente col voto un governo europeo e mettiamo al centro della piattaforma una politica fiscale europea fondata sulla progressività e la semplicità. E così via… – conclude il presidente di ReS – Per rispolverare l’inflazionato, ma fortunato slogan: se non ora quando?”

 

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2019-01-30T12:45:58+00:00 30 gennaio 2019|In evidenza, News|

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