Baretta: «Enel ci aiuti a rilanciare il Delta» (La Nuova Venezia)

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Enel ha detto addio al progetto di riconversione a carbone della centrale termoelettrica di Porto Tolle: nuove alternative, ha reso noto il gruppo, «devono essere esaminate per l’impianto polesano». E anche ieri i commenti si sono susseguiti. Come quello del sottosegretario all’economia Pierpaolo Baretta: «Quella di Enel su Porto Tolle è una decisione grave se resta solo la chiusura e la rinuncia alla centrale a carbone. Penso che tutti – ha aggiunto – debbano cogliere questa come l’occasione per costringere l’Enel a fare nuove forme di investimento; quella è una zona ad alto impatto ambientale e turistico e va rivalutata. Il contributo delle grandi imprese nazionali come l’Enel non deve essere la fuga ma il coinvolgimento in un grande progetto di rilancio». Dal canto suo Pietrangelo Pettenò, consigliere regionale della Sinistra veneta, ricorda la storica contrarietà di Rifondazione comunista e della Sinistra veneta all’operazione di mantenimento dell’impianto sul delta del Po alimentato con combustibili fossili e rilancia la proposta di dirottare l’investimento iniziale previsto verso nuovi progetti ad energia rinnovabile. «Zaia e i vari politici che hanno sostenuto che il rilancio del Nordest doveva avvenire con il carbone hanno fatto una pessima figura e, purtroppo, si è perso un sacco di tempo prezioso – commenta Pettenò – la Giunta regionale avrebbe dovuto proporre una politica più attenta verso il Parco del Delta nei confronti del turismo, della pesca, dell’agricoltura, favorendo attività compatibili con il territorio e assicurando uno sviluppo economico sostenibile e duraturo».

2014-09-29T11:46:49+02:00 29 Settembre 2014|In evidenza, News, Notizie dal Veneto, Rassegna stampa|

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