Baretta a Verona per il convegno sulla riforma del Credito Cooperativo: “Processo di formazione dei gruppi va rapidamente completato e va rispettata la loro autonomia”

Il sottosegretario all’Economia e alle Finanze Pier Paolo Baretta ha preso parte questo pomeriggio al convegno organizzato dalla Federazione Veneta Banche di Credito Cooperativo presso la Fiera di Verona. Insieme ad Alessandro Azzi (Presidente FedLombarda BCC), Augusto dell’Erba (Presidente FederCasse), Giovanni Ferri (Pro Rettore Università LUMSA Roma), Giulio Romani (Segretario Generale First CISL), Ciro Vacca (Banca d’Italia) ha preso parte ad una tavola rotonda sulla riforma del Credito Cooperativo.

Una discussione iniziata con una riflessione sulla trasformazione delle BCC, in un regime di unione bancaria, da una dimensione locale a una dimensione internazionale. “Vedo bene questa transizione – ha commentato Baretta –, ma sarebbe stato meglio se la riforma avesse portato ad un gruppo unico, perché l’idea che una struttura bancaria a forte vocazione mutualistica diventasse la terza struttura bancaria del Paese aveva un significato non solo dal punto di vista dell’articolazione della finanza, ma anche di un’idea di finanza che mantiene un rapporto di partecipazione diretta con la clientela”.

“Voglio evidenziare la differenza metodologica della riforma delle BCC con quella delle popolari – ha aggiunto –: quest’ultima è stata attuata con un decreto, vista la poca disponibilità ad una autoriforma, criterio, invece, adottato dalle BCC. Questa differenza di metodo è significativa”.

“Il processo di formazione dei gruppi va rapidamente completato e dobbiamo rispettare la loro autonomia, anche nella formazione della governace. Credo anche che le Federazioni debbano avere un ruolo di coordinamento della presenza della BCC. Anche dopo la riforma. Holding e Federazioni hanno nuove responsabilità. La difesa del modello Mutualistico non significa autoconservazione, ma capacità di affrontare le nuove sfide senza venir meno alla specificità. E in questo senso – ha concluso Baretta – abbiamo perseguito insieme alle BBC, la tesi che la holding ha un suo ruolo, ma la licenza bancaria è in mano alle singole banche”.

2017-10-13T19:11:34+00:00 13 ottobre 2017|Comunicati stampa, Multimedia, News|

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